Counselling sistemico

Si tratta di un setting cui può ricorrere anche singolarmente uno dei protagonisti della relazione familiare in crisi in cui l’utente, sostenuto e stimolato dal counselor alla ri-visitazione della propria storia personale, viene accompagnato a:

1) accettare ciò che non è possibile cambiare

2) cambiare ciò che è possibile cambiare

3) distinguere tra le due precedenti possibilità

Affrontando con consapevolezza la crisi e il cambiamento, come illustrato nella tesi conclusiva del mio corso di formazione al counselling sistemico presso la scuola di Terapia della Famiglia di via Leopardi a Milano, si potrà raggiungere una nuova serenità.

QUANDO RICORRERE AL COUNSELLING SISTEMICO?

La famiglia è un gruppo nel quale il comportamento e gli accadimenti di uno dei componenti influenzano e ricadono inevitabilmente sugli altri.

Succede quindi di frequente che in famiglia si determinino situazioni critiche (tra partners, genitori figli, fratelli) nelle quali si corre il rischio di schierarsi gli uni contro gli altri in una spirale di rivendicazioni e ritorsioni reciproche.

Con il risultato di:

  • paralizzare il sereno funzionamento e l’equilibrio della vita familiare la cui funzione dovrebbe invece essere il solidale sostegno reciproco
  • assistere ad un progressivo deteriorarsi dei rapporti interpersonali con una pesante ricaduta sulla propria serenità personale

Onde evitare che tale situazione si protragga inesorabilmente nel tempo, aggiungendo alla sofferenza e al disagio una ulteriore sensazione di dolorosa impotenza, l’alternativa è scegliere di farsi accompagnare dal counselor in un percorso di sostegno che porti alla consapevolezza dell’accaduto e alla scelta del miglior atteggiamento personale, e interpersonale, per superare, ovvero gestire, la crisi in atto.

La tesina sopra richiamata (di cui linkando è possibile visionare il testo integrale) si propone di illustrare i motivi per cui, al contrario, in tali frangenti di crisi familiare il tradizionale ricorso all’autorità giudiziaria non sia funzionale al raggiungimento di una maggior serenità, ma bensì rischi di divenire foriera di ulteriori fratture e frustrazioni.

 

“Il Saggio è colui che sente ciò che non ha suono e vede ciò che non ha forma” Pensiero Zen

 

La morte e la vita, la durata e la distruzione,

la miseria e la gloria, la povertà e la ricchezza,

la saggezza e l’ignoranza, il rimprovero e la lode,

la fame e la sete, il freddo e il caldo,

queste sono le alterne vicende il cui corso costituisce il

Destino.

Chiunque riesca a non lasciarsi influenzare da questi

avvenimenti conserva intatta la propria anima.

Confucio